Bosco della Cernizza

 Durata: 2 ore

 Periodo consigliato: Sempre

 Difficoltà: semplice

DESCRIZIONE: Antica riserva di caccia dei Principi di Torre e Tasso, il bosco si estende dal Castello Vecchio di Duino fino ai pressi della cava  Villaggio del Pescatore.
APPROFONDIMENTO. Noto anche come Bosco Nigriano, la Cernizza deriva il suo nome dallo sloveno črn (nero), ad indicare la copertura ombrosa del suolo praticata del leccio, quercia sempreverde ed essenza tipica del bosco. I molteplici sentieri che attraversano il bosco formano un disegno a raggiera, da qui un effetto “a labirinto” in cui non è raro perdere momentaneamente l’orientamento.
ASPETTI STORICI. Raimondo IX della Torre fece erigere attorno al suo “parco dei cervi” un muro alto 2 metri, in parte ancora oggi visibile sul lato a mare. All’interno del bosco sono stati scoperti scavi artificiali, grotte e camminamenti risalenti in particolare alla Grande Guerra. Attraversava un tempo il Bosco della Cernizza l’antica strada romana che collegava Aquileia a Tergeste (Trieste) e che poi proseguiva fino a Pola (Croazia). Parte del tracciato dei solchi carrai è ancora visibile attraversando il Promontorio Bratina verso le risorgenze del Timavo, a San Giovanni di Duino.
ASPETTI NATURALISTICI. Lungo il percorso del Bosco della Cernizza si osserva un mosaico di ambienti tra loto molto diversi: dalla macchia pseudomediterranea ad elementi tipici del bosco carsico, da esemplari sparsi di pino nero e pino d’Aleppo alle specie tipiche delle zone umide presenti all’interno di una dolina, a tratti di landa carsica in qualche piccola radura.
Vegetazione. Nella Cernizza la macchia pseudomediterranea a leccio (Quercus ilex) è a contatto con la formazione a carpinella (Carpinus orientalis), così da costituire l’associazione fitosociologia del Querco-Carpinetum orientalis. Il sottobosco si presenta particolarmente ricco in pungitopo (Ruscus aculeatus) e asparago selvatico (Asparagus acutifolius) . Sono presenti inoltre diverse specie mediterranee come il terebinto (Pistacia terebinthus) accanto a specie illirico-balcaniche quali lo scotano (Cotinus coggygria) e l’orniello (Fraxinus ornus). Al suo interno sono presenti alberi di notevoli dimensioni, come il caso di un esemplare secolare di leccio, già riportato nelle cronache dell’Ottocento.
Fauna. Tra i mammiferi è possibile osservare segni di presenza indiretta (tracce, escrementi, resti alimentari) di capriolo (Capreolus capreolus), lepre comune (Lepus europeus) e cinghiale (Sus scrofa); tra gli uccelli, l’occhiocotto (Sylvia melanocephala), il codibugnolo (Aegithalos  caudatus) e in volo circolare la poiana comune (Buteo buteo).

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