Canovella degli zoppoli

Al porticciolo si arriva tramite una discesa fatta a gradini che attraversa pastini (terrazzamenti) coltivati ad ulivo e vite. Il toponimo fa riferimento alla tipica imbarcazione utilizzata dai pescatori sloveni di Aurisina, lo “zoppolo” o “čupa”, ricavato da un unico tronco di albero, lavorato ad ascia. Nella zona del porto sono ancora visibili i “gradoni” dove venivano riposti gli zoppoli e delle costruzioni in pietra chiamate “casoni”, per il ricovero degli attrezzi. Si possono inoltre osservare i resti di un “porto romano” sommerso, accanto al moderno porticciolo, costruito dal Governo Militare Alleato nel 1953. Attualmente sono rimasti solo 2 zoppoli conservati ed esposti al pubblico: uno si trova al Civico Museo del Mare a Trieste, il secondo al Museo Etnografico di Lubiana.

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