Il Nicola

L'Alto Adriatico e caratterizzato dalla predominanza di fondali fangosi e sabbiosi, dalla ricchezza dei nutrienti e dalla bassa profondita (max 30 m). Per lungo tempo si e pensato che i suoi fondali fossero costituiti unicamente da materiale incoerente, come sabbia e fango, anche se citazioni sull'esistenza di strutture rocciose erano gia presenti nelle cronache dell'abate Olivi (Zoologia Adriatica 1792). Studi scientifici negli anni '60 dimostrarono invece come la relativa monotonia di questi fondali venga spesso interrotta dalla presenza di innumerevoli affioramenti rocciosi. Questi affioramenti, chiamati "tegnue" dai pescatori del litorale veneto, nel golfo di Trieste sono denominati "trezze". Nel golfo di Trieste si trova un cospicuo numero di questi affioramenti rocciosi che sono stati e continuano ad essere oggetto di interesse scientifico ed economico. Sono formazioni sottomarine molto importanti per quanto riguarda l'aspetto biologico, in quanto sono oasi di vita in cui si concentra la flora e la fauna dei fondi duri e costituiscono veri e propri rifugi sottomarini, ricchi di biodiversita. L'eterogeneita dei fondi duri e infatti maggiore di quella dei fondi molli, determinando una ricchezza di ambienti e di popolamenti diversificati che contrastano vistosamente con l'apparente uniformita dei fondi molli. Da indagini recenti (S. Caressa et al. 2001, E. Gordini et al. 2003, E. Gordini et al. 2004) sono stati individuati circa 250 affioramenti solo nel golfo di Trieste tra p.ta Sdobba e p.ta Tagliamento; la fascia di maggiore diffusione di questi affioramenti e sui fondali antistanti le lagune di Grado e Marano ad una distanza dalla linea di costa compresa tra 2 e 17 km, e una profondita variabile tra 8.3 e 21.5 m. Da bibliografia emerge che le aree interessate ad affioramenti rocciosi si estendono dal golfo di Trieste fino al litorale di Ancona, lungo tutta la costa nord-occidentale e occidentale dell'Alto Adriatico.

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